È l’uomo a rifiutare il dialogo con Dio

È l'uomo a rifiutare il dialogo con Dio

Gesù ci mette in guardia dai pregiudizi e dal “non ascolto”

«E ciascuno tornò a casa sua».
(Dalla liturgia).

Il non ascolto, la non volontà di conoscere a fondo Gesù, i pregiudizi non portano che all’incomprensione, al dissenso, all’incapacità di dialogare. A Gerusalemme si mette in scena una nuova Babele. Alcuni fra la gente, altri, chi lo vuole arrestare, le guardie che non lo fanno, i farisei, i capi dei sacerdoti, Nicodemo…
Davanti alla parola del giusto, davanti alla verità, gli uomini rimangono come neutralizzati nei loro pensieri di male. Incapaci di fare e di decidere… sono gli empi di cui parla la Scrittura.
«E ciascuno tornò a casa sua».
Rifiutare il dialogo, negare il confronto, rendersi sordi a Colui che è la Parola fattasi carne, abitare solo l’autoreferenzialità dei propri pensieri… è la chiusura dell’uomo in se stesso. E da lì l’arroganza, il sospetto, la maldicenza… ciascuno a casa sua!
Gesù oppone un’altra logica per abitare la casa del Padre: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

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